Intervista a Heather Hansen Celeste

Pubblicato da Alessandro Violante il febbraio 28, 2015

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Oggi parliamo con l’artista e musicista newyorchese Heather Hansen Celeste, che si è fatta notare grazie alle pubblicazioni per la Evawyna netlabel, la netlabel della francese Anywave. Autrice di lunghe composizioni sempre in bilico tra panorami ambient, complesse ritmiche techno e un cantato quasi sussurrato, è un’artista prolifica che, nei suoi testi, racconta delle vere e proprie storie. Facciamoci raccontare il suo “ultimo” album, Along the axis.

1) Ciao Heather! La tua ultima release, Along the axis, è uscita qualche giorno fa per la Evawyna netlabel. Comunque, questa uscì originariamente come autoproduzione sulla tua pagina bandcamp nel 2014. Racconta ai lettori qualcosa di più su te stessa in quanto artista e sul tuo album.

Tra agosto e settembre del 2014 decisi di cominciare a cantare, di provarci. Piacendomi fare musica minimal synth e techno, pensai bene che forse avrei dovuto provare a cantare, aggiungere alla mia musica un po’ di linee vocali e Along the axis ne è stato il risultato. Per la registrazione ho usato un microfono e ho registrato tramite gli speaker usando un lettore mp3, poi ho aggiunto le parti vocali alla musica precedentemente composta. Data la musica che ho fatto prima, questo è un diverso tipo di arte, ma devo dire che mi sto divertendo; al di là della danza, fare arte e grafica visuale per la musica è sempre stata la base per il resto.

Along the axis è incentrato sul cambiamento nel modo di concepire questo mondo in maniera diversa, come un mondo non lineare. Sebbene la mia musica possa sembrare lineare, il mio scopo era raggiungere il massimo utilizzando il minimo e questo approccio è stato applicato anche all’interno delle sfere del design, dell’arte e dell’architettura nell’età moderna attuale e oltre, quella in cui ci troviamo. Nello specifico, Along the axis, che tu lo creda o no, si concentra sulla teoria del “QCD su reticolo” (la Cromodinamica quantistica) e su come questa si relazioni con il nostro desiderio di pensare una struttura cubica, ordinata e controllabile, e questo si relaziona con il limite di Greisen-Zatsepin-Kuzmun, che è il punto terminale dello sfondo della radiazione cosmica nello spazio. Il limite è 5×1019 eV, il che equivale a circa 8 joules, limite che viene impostato dalle lente interazioni tra i protoni dei raggi cosmici e il limite dell’ambiente cosmico lungo grandi distanze (~160 milioni di anni luce).

Il limite si trova allo stesso ordine di grandezza del limite superiore dell’energia al quale i raggi cosmici sono stati localizzati in fase di sperimentazione. Quello che ne viene fuori punta alla “griglia reticolare”. Nella ricerca della teoria del “QCD su reticolo”, “Non può esistere nulla che sia più piccolo del reticolo stesso”. Credo che questo campo possa attualmente farci comprendere perché ci troviamo su questa terra, perché progettiamo quel che progettiamo e da dove veniamo. Esiste molto più di quest’album (Along the axis) sui temi del “Modernismo” e del “QCD su reticolo”, ma la ragione principale per cui mi sono interessata a questi temi è stata la scoperta, tramite un software di modellazione 3D, della possibilità di sperimentare unendo materiali come specchi e vetri, riuscendo a ricreare esattamente lo spazio al cui interno c’erano punti di luce, i quali mi hanno portato allo studio della materia concernente lo spazio-tempo ipercubico o il “QCD su reticolo”.

2) Come descriveresti la complessità della tua musica? Quali sono le tue fonti di ispirazione?

Mi piace moltissimo creare beats dai quali partire per poi lavorare sulle tracce. Cerco di mantenere strutture minimal techno contraddistinte, di tanto in tanto, da strutture vintage retro lo fi mescolate a hi hats, pulsazioni triangolari e atmosfere fluttuanti. Faccio funzionare il tutto in qualche modo e lo adoro. Per prima cosa viene il ritmo.

Le mie più importanti fonti di ispirazione sono tanti tipi di artisti, dalla Deep House alla Minimal Techno e alla scena Minimal Wave: Answer code request, The sandwell district, Abdulla Rashim, Gus gus, Blablarism, In death it ends, Natacha Atlas, Dark day, Die selektion, Lebanon hanover, Redshape, Miranda sex garden, Skinny puppy, Moderne, David august, Möd3rn, Linea aspera, Selofan, Soma sema e tantissimi altri, ovviamente ne troverò tanti altri.

3) Come viene composta una tipica “composizione”, non la chiamerei semplicemente “canzone”, di Heather? Dicci dove inizia il processo di creazione e descrivicelo.

Di solito comincio con i beats, li deformo e ci gioco, quindi mi sposto sui bassi. A volte le basslines e i beats vengono uniti. Successivamente, qualche volta i bassi vengono combinati con la traccia in un tutt’uno come in Austere, in cui c’è la traccia legata al basso che suona una nota programmata. Il basso ha dell’LFO, un suono col quale sono sprofondata modificandolo ossessivamente. Talvolta il tutto sarà davvero minimalista e le percussioni saranno più vibranti, le tracce saranno più “staccato Res” e le “ring modulations” saranno impostate al massimo, un “pop fresco” come in Muse V o Quartz. Quartz ha un ulteriore oscillatore per toni più bassi con un maggior numero di variazioni assieme alla mia voce. Principalmente, mi focalizzo sul ritmo e sulle strutture e, quindi, il tipo di melodia si disvela attraverso la tessitura, la mia voce gioca con corde complementari, con la traccia e così via.

heather-h-celeste4) I tuoi testi possono essere considerati piccoli, interessanti, racconti astratti. Hanno qualche particolare legame con la letteratura, o sono semplicemente un prodotto della tua mente? In particolare, di cosa parlano i testi di Along the axis? Ho cercato di decifrarli, ma vorremmo avere una spiegazione da parte dell’artista.

Talvolta i miei testi hanno un riferimento altrove e talaltra no. Di solito scrivo di quel che vedo e le mie osservazioni riguardano cose alle quali mi piace prestare attenzione, i campi che trovo affascinanti possono essere connessi l’un l’altro generando un’immagine più grande, generale, e possibilmente una teoria che ho ideato ma che non possiede sufficiente evidenza per essere provata, così canto quelle che sono le mie filosofie. In alcune delle mie “visioni”, incrocio riferimenti a Cartesio con la fisica quantistica e la psicologia basata sulla Gestalt, riferimenti connessi all’architettura Moderna e alla “percezione”, connettendo questi, poi, a loro volta, al modo in cui progettiamo, percepiamo, costruiamo e al modo in cui facciamo le cose. Mi piace cantare di cose che posso immaginare che le persone facciano grazie a questa filosofia, alla progettazione della prospettiva psicanalitica, allo scopo di connettere meglio i punti, e il tutto si forma veramente bene in piccoli frammenti di canzone.

Spesso uso del nonsense davvero astratto, ma che per me è definibile come “Transragione” o “zaum”, termine composto dal prefisso russo за, il che significa “oltre, dietro” e dal nome ум, il che significa “la mente, noi” e che è stato tradotto come “Transragione”, “Transration”, “Beyonsense”. La parola zaum può essere interpretata come un linguaggio poetico sperimentale caratterizzato da una indeterminatezza di significato, significato che provo a proiettare per mezzo della mia canzone, non si tratta di fatti o di conoscenza. E’ il “significato” che ci aiuterà a comprendere meglio le cose.

5) Esiste una relazione tra la tua precedente composizione uscita per la Evawyna, Austere, e il tuo album più “recente”? Ho trovato che, dal punto di vista testuale, utilizzi metafore simili (penso, ad esempio, all’elemento degli “specchi”).

Sì e no, Austere si riferiva al benessere di qualcuno che si trovava all’interno di una struttura in qualche modo progettata con una forma al di sopra della funzione di puntamento della psicologia dello spazio interiore. Parla di un tipo di personalità maschile o femminile che è intorpidita dalle sofferenze di questo mondo e che rimane all’interno di una stanza oscura la quale lo rende neutro (nei confronti di tutto), e in questo mondo oscuro i suoi modi di esprimersi non possono che essere “Austeri”. La mente è neutra poiché in questo mondo oscuro la sofferenza non ha motivo di esistere, un mondo che non ha finestre né porte come se si trattasse della “morte dotata di mura”, per così dire.

6) Attualmente stai sperimentando con software come After effects e ho visto alcune immagini che mi fanno ripensare ai lavori dei pionieri della videoarte (in particolare alla performance art) degli anni ’60 e ’70. NYC è stata una piazza importante che ha radunato tutti gli artisti più importanti di quel tipo. Sei stata ispirata, in qualche modo, da queste correnti? Cosa sta succedendo attualmente nella scena artistica di NYC?

Ho utilizzato questo tipo di Motion graphics per qualche anno, infatti un paio di anni fa ho scoperto il movimento della videoarte che gli artisti esplorarono negli anni ’60, e ne sono rimasta affascinata. Questa scoperta ha accresciuto le mie possibilità di utilizzo della tecnologia che abbiamo oggi utilizzando gli effetti, e ciò lo rende molto più divertente, penso per esempio ai feedback ottici. Gli artisti che li usano sono i miei preferiti e sto pianificando di utilizzarli ancora di più in futuro per la mia musica.

heather-h-celeste-void7) “Gemini twins” è stata ispirata dall’ascolto di “Time to tell”, brano scritto da Cosey Fanni Tutti. Pensi che si possa tracciare un punto di intersezione, “lungo le assi” del suo lavoro da musicista e la tua musica / la tua arte?

Questa è una buona domanda, ho osservato alcuni video di Cosey Fanni Tutti e amo veramente il suo lavoro e la sua arte ma, solo di recente, ho scoperto la sua musica (che è in giro da tanti anni), sono soltanto grata del fatto che ci siano persone lì fuori che apprezzano souni e visual simili, e quello che hanno fatto ed espresso attraverso l’esperienza della loro vita è magnifico. “Gemini Twins” è, attualmente, la mia composizione più vecchia tra quelle composte prima che cominciassi a cantare e, ripensando ad allora, mi interessava davvero sperimentare, infatti questa venne composta prima che io sapessi come mettere gli strumenti su canali separati in modo da creare l’intera traccia su un canale. Lol. Mentre stavo creando la composizione, avevo in mente il “tema” di Gemini.

8) Cosa pensi della dimensione live? Pensi che sia possibile portare facilmente la tua musica su un palco e stai pianificando di tenere qualche live?

Sì, il mio sogno è di suonare live, ora potrei farlo ma prima ho bisogno di lavorare su tutti gli aspetti. Ho messo insieme i visual e il lavoro legato all’arte digitale dedicato alla dimensione live e voglio che sia incentrato sull’Avanguardia, sul Minimalismo, sull’utilizzo di manichini e su figure cinestetiche posizionate dappertutto. Sin da quando avevo cinque anni sono stata ossessionata dai manichini, dalle macchine della nebbia e ho suonato la tastiera, e ora so il perché.

9) Rilasci costantemente nuova musica tramite bandcamp o mixcloud e provi sempre nuove soluzioni. Cosa dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro? Stai lavorando a qualche nuova release?

Ah ah, c’è sempre qualcosa di nuovo o un nuovo concept, ogni giorno. Provo ad infilare un (nuovo) campo o uno stile, ma le strutture cambiano continuamente. Non c’è un limite finito. Non sento mai di essere arrivata al risultato finale. La creazione di qualcosa di nuovo genera una perpetua e paradossale frustrazione, perché la mia sensazione è sempre quella di essere arrivata in ritardo.

10) Grazie per il tempo dedicatoci, saluta i lettori e invitali ad acquistare il tuo ultimo album.

Per favore, visitate il mio sito e ascoltate il mio ultimo album, Along the axis.